Antiaging con gusto. Quattro chiacchiere con Chiara Manzi

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Antiaging con gusto. Quattro chiacchiere con Chiara Manzi

Chiara Manzi racconta il suo nuovo libro: Antiaging con gusto. Un vero e proprio manuale di culinary nutrition, per imparare un nuovo modello di cucina che consenta di vivere più a lungo e in salute senza rinunciare ai piaceri della tavola

Il nuovo libro di Chiara Manzi (Sperling & Kupfer), in libreria dal 25 marzo, rappresenta una novità assoluta nei libri legati all’alimentazione e agli stili di vita improntati al benessere. Non si tratta di un libro sulla corretta alimentazione né, tantomeno, di un ricettario, ma di uno strumento per spiegare, in maniera semplice e alla portata di tutti, il significato e i principi della culinary nutrition, ovvero della scienza della nutrizione applicata alla cucina. «Il libro – racconta l’autrice – offre un metodo per trasformare qualsiasi ricetta, anche la più calorica, in un piatto che non solo non fa male, ma che apporta reali benefici alla salute. Tutto questo senza tradire la tradizione e gli ingredienti di base».

Un nuovo modello di cucina

Dedicato a coloro che amano i piaceri della vita e della tavola e, allo stesso tempo, sono attenti alla propria salute, il libro mette a disposizione oltre 50 ricette, firmate da grandi chef e pasticcieri, stellati e non, ma adatte anche alle cucine casalinghe. E non solo. La parte più corposa dell’opera è dedicata ai principi della Culinary Nutrition, spiegati con un linguaggio semplice e chiaro, a cui si aggiunge un piano culinario settimanale, che consente di mettere alla prova questo nuovo modo di mangiare e cucinare. «Mettendo in pratica i consigli e le ricette del piano settimanale – prosegue Chiara Manzi – ci si rende immediatamente conto che è possibile mantenersi in forma e in salute e anche perdere peso definitivamente, pur continuando a mangiare i piatti della nostra tradizione, senza riunce. Si pensi che in questo piano, i dolci non solo sono ammessi, ma fanno parte del pasto se non due, almeno una volta al giorno».

Culinary nutrition in 7 punti

Ma quali sono i principi fondanti di questa nuova cucina? Il libro li riassume in sette pilastri fondamentali:

  1. More&Less – Una cucina con più vitamine, minerali, antiossidanti, fibre e con meno calorie, grassi, zuccheri e sale.
  2. Giuste quantità – Tutti gli ingredienti sono concessi, ma nelle giuste quantità. E’ vietato vietare.
  3. Gusto – Non solo i piatti devono essere buoni, ma addirittura più golosi di quelli “convenzionali”
  4. Tradizione – Ogni ricetta, anche la più calorica, può diventare un piatto salutare e anti-aging, basta saperlo trasformare
  5. Metodi di cottura – Al bando cotture che danneggiano gli alimenti, via libera alle cotture salutari, mediate anche da
  6. Varietà – E’ importante gustare ogni giorno piatti diversi. Chi cura la propria salute spesso mangia sempre gli stessi piatti.
  7. Giusti abbinamenti – Un alimento salutare, se abbinato nel modo sbagliato perde le sue proprietà e può arrivare anche a far male. Un esempio? Mangiando le carote senza grassi i carotenoidi non vengono assimilati.

Ma allora è vero che a tavola non si invecchia

Alimentarsi nel modo giusto è di fondamentale importanza per una vita lunga e in salute. Lo dimostrano le più recenti ricerche scientifiche: la durata della vita dipende in misura minore da fattori ereditari, mentre per il 70% è determinata da come ci alimentiamo e viviamo. «Anche chi ha nel suo patrimonio genetico la propensione all’ipercolesterolemia o all’obesità – prosegue Chiara Manzi – può, attraverso una corretta alimentazione, modificare in positivo il suo Dna in modo irreversibile e trasmetterlo ai propri figli. Ricordiamo che oggi assistiamo a un’inversione di tendenza della speranza media di vita. Se fino a qualche tempo fa la longevità era in crescita, negli ultimi anni è in aumento la mortalità per le cosiddette malattie del benessere, per esempio il diabete o le patologie cardiovascolari». Non è un caso quindi che il titolo del libro sia proprio “Antiaging con gusto”: un modello di cucina che propone piatti buoni e salutari, pur nel rispetto della tradizione, per vivere più a lungo e dare un nuovo, positivo significato, al vecchio adagio “a tavola non s’invecchia mai”.

La dieta del goloso: dimagrire senza diete è meglio

E per chi vuole dimagrire? Ancora una volta la risposta è la Culinary Nutrition. «E’ ora di sfatare il mito che per dimagrire occorrano diete punitive e piene di rinunce» spiega Chiara Manzi. «Grazie ai principi della Culinary Nutrition è possibile eliminare il peso in eccesso in maniera graduale e permanente (ricordiamo che perché una dieta abbia successo il peso deve essere mantenuto per almeno 5 anni, ndr) e – soprattutto – senza rinunciare al piacere della buona tavola. E’ quella che nel libro definisco “la dieta del goloso”; un regime alimentare dove, grazie a piccoli accorgimenti, le ricette più ricche si alleggeriscono di ciò che fa male per arricchirsi invece di sostanze benefiche». Qualche esempio? La cacio e pepe, che grazie al particolare metodo di preparazione consente di usare fino a 4 volte in meno di formaggio; ancora, l’uso di spray per i condimenti, per ridurne le quantità; o, per finire, una tecnica di frittura che consente di preparare fritti con meno grassi di quelli usati per condire un’insalata.

Arte e scienza si incontrano

Un libro rivoluzionario quindi, che segna in maniera definitiva l’unione di due mondi: «Quello della scienza universalmente riconosciuta – aggiunge Chiara Manzi – e quello dei grandi chef. Per questo mi fanno ugualmente piacere le presentazioni di un luminare dell’oncologia quale è Michele Rubini e di un grande nome della pasticceria come Luca Montersino. Così come sono orgogliosa che le ricette del libro siano firmate da grandi pasticcieri e chef, come Massimo Bottura, con il quale abbiamo appena pubblicato una ricerca scientifica su uno dei suoi piatti più famosi, il “bollito non bollito”, e che la parte scientifica sia stata redatta in collaborazione con il comitato scientifico ASSIC (Associazione per la sicurezza nutrizionale in cucina)». E adesso? Cosa bolle in pentola? «I progetti sono tanti, ma possono essere riassunti in due: da un lato spingere sempre di più le attività dell’Art joins Nutrition Academy, unico istituto europeo sulla Culinary Nutrition, che ha già formato moltissimi medici, nutrizionisti, cuochi, pasticcieri e operatori di sala; e dall’altro quello di creare un network di ristoranti dove si possa mangiare questo tipo di cucina, che possono fregiarsi di una stella in più, quella del gusto e benessere antiaiging».

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