DOPO IL MARE ??? IDRATO LA PELLE CON UNA GUSTOSA CASSATA

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DOPO IL MARE ??? IDRATO LA PELLE CON UNA GUSTOSA CASSATA

Tutti sanno che dopo l’esposizione al sole, in particolare durante il periodo estivo, la pelle ha bisogno di essere reidratata, ma non molti sanno che ancor più delle creme e delle lozioni doposole (che si limitano a limitare l’evaporazione di acqua dalla pelle), il miglior alleato per idratare l’organismo è l’alimentazione.

Per capire meglio quali sono i segreti e le giuste mosse da seguire affinché la reidratazione del corpo sia oltre che estetica e salutare anche GOLOSA, grazie ad alimenti specifici e gustosi, ci siamo rivolti a tre esperti che, solo apparentemente, nulla hanno a che fare l’uno con l’altro: la dott.ssa Chiara Manzi, massima esperta in Europa in Culinary Nutrition e direttore scientifico della Art Joins Nutrition Academy, il giovane chef Antonio Ilardi e il sig. Vito Cipolla, rispettivamente chef e titolare dell’Antica locanda dell’angelo, uno tra i più storici e rinomati ristoranti di Lucca.

Le prime domande della nostra curiosa intervista le porgiamo dunque alla dott.ssa Manzi. La chiacchierata parte in modo tranquillo e si trasforma nel giro di poco in un’apoteosi di gusto e benessere.

D: dott.ssa, considerando la sua pluriennale e internazionale esperienza in materia di culinary nutrition, ci viene spontaneo chiederle come sia possibile dopo l’esposizione al sole reidratare la pelle con l’alimentazione. Cosa può dirci a proposito?

R: il giusto consiglio, nonché il principale, che solitamente i nutrizionisti danno da seguire è quello di bere molta acqua e di mangiare molta frutta e molta verdura che sono gli alimenti che per eccellenza contengono acqua, vitamine e antiossidanti. Ovviamente, aggiungo io, è necessario saper scegliere gli alimenti giusti. Il pomodoro ad esempio, specialmente se cotto a lungo, è un ottimo aiuto per la pelle poiché contiene Licopene, l’antiossidante che in modo specifico protegge la pelle dai raggi ultravioletti. Pensate quindi a quanto potreste reidratare il vostro corpo mangiando una sana e gustosa parmigiana di melanzane o una buona frittura di verdure.

D: Parmigiana, frittura e … Ma come è possibile che questo tipo di alimentazione e questi particolari metodi di cottura possano aiutare il corpo a reidratarsi dopo l’esposizione al sole e addirittura possano far bene alla salute?

R: Spiegare la nuova cultura alimentare Cucina Evolution in poche righe è davvero un’utopia, per questo vi consiglio di approfondire l’argomento sul nostro sito www.cucinaevolution.it e di leggere il mio nuovo libro “Antiaging con gusto”, nell’attesa cercherò di essere quanto più esaustiva possibile nella spiegazione. Come già detto prima, il pomodoro è uno degli alimenti principali per la reidratazione della pelle e la parmigiana ne è ovviamente ricca, mentre per quello che riguarda la frittura non tutti sanno che rappresenta uno dei metodi di cottura che maggiormente preserva l’acqua all’interno degli alimenti, poiché la crosticina esterna che si forma in frittura protegge l’alimento dall’evaporazione dell’acqua. Inoltre il breve tempo di cottura e la croccante pellicola esterna che si crea durante la frittura, proteggono l’alimento dal contatto diretto con l’ossigeno e portano una perdita di vitamine di gran lunga inferiore ad altre tipologie di cottura. Se poi mettiamo in pratica precisi accorgimenti per limintare l’assorbimento di grasso dall’alimento fritto, allora la frittura risulta un metodo di cottura antiaging per eccellenza.

La curiosità incalza e, visto il poco tempo a disposizione della dott.ssa Manzi, le rivolgiamo un’ultima domanda “golosa”. D: Visto tutto ciò che ci siamo detti fino a questo momento, può indicarci qualche ricetta per i palati più esigenti?

R: Ripeto che spiegare le ricette in poco tempo non è facile. Tutto il progetto Cucina Evolution si basa su metodi scientifici certificati che sono frutto di anni di studio. Ma per i più golosi le alternative esistono e sono davvero invitanti. Basti pensare che l’idratazione della pelle può passare anche attraverso una gustosissima cassata all’italiana, dolce ipercalorico per eccellenza ma che, se preparato con i giusti metodi e abbinando i giusti ingredienti, può far felice chi lo mangia e non lasciare sulla coscienza o nell’organismo il peso della bontà … che in questo caso si trasforma in benessere. Tutto questo è possibile perché la cassata all’italiana è ricca di albumi e panna, alimenti che contengono una grande quantità d’acqua, ma avendo ridotto al minimo indispensabile gli zuccheri della preparazione per far si che il dolce sia buono e faccia anche bene, l’acqua resta più libera e idrata più efficacemente il corpo. Per questo però preferisco lasciare la spiegazione allo chef Ilardi, che insieme a me ha collaborato alla realizzazione di questo squisito dolce antiaging.

Finita l’intervista con la dott.ssa Chiara Manzi, ci precipitiamo all’Antica locanda dell’Angelo dove, seduti al tavolo di uno dei ristoranti più accoglienti che ci siano a Lucca, ci aspettano sorridenti il titolare Vito Cipolla e l’artefice di questo capolavoro di Cassata, lo chef Antonio Ilardi.

Prima ancora che i due si siano sistemati e preparati psicologicamente a rispondere alle nostre domande, sempre più impazienti di conoscere informazioni sulla cucina evoluta del futuro, incalzando ci rivolgiamo allo chef Ilardi e gli chiediamo con tono allegro e da finto interrogatorio D: Ci dica subito come ha fatto ha trasformare una cassata all’italiana in un piatto antiaging senza rinunciare al gusto e alla dolcezza di uno dei dolci più calorici in assoluto.

Lui sorride e comincia. R: Certo non è stato facile, ma con l’impegno e la passione si arriva ovunque. Grazie anche alla dott.ssa Manzi abbiamo valutato gli ingredienti in modo scientifico e nutrizionale e siamo arrivati alla conclusione che era possibile lasciare la bontà del dolce e renderlo più sano riducendo lo zucchero e la panna e aumentando gli albumi montati a neve. La nostra cassata all’italiana è una versione semifredda, solitamente ancor più ricca di zucchero, che abbiamo modificato con una speciale preparazione della meringa che la rende soffice e dolce allo stesso tempo. Alla classica frutta secca abbiamo aggiunto lo zenzero, che ha la capacità di aumentare le difese antiossidanti aiutando le cellule a rimanere giovani, e il tè verde che rappresenta una valida protezione dai tumori ed è un efficace aiuto contro l’invecchiamento precoce. Ovviamente va detto che i pinoli e i pistacchi sono un potente antiossidante naturale e rinforzano quindi l’azione idratante dell’acqua.

D: sappiamo che il prossimo 29 agosto al vostro ristorante a Lucca (Via Peschiera) verrà ufficialmente lanciato il vostro menù evolution certificato Gusto & Benessere. Ci racconti un po’ da quali piatti è composto e cosa l’ha spinta a decidere di trasformare proprio quei piatti in piatti evolution.

R: il menù è composto da un involtino di melanzane, da una porzione di riso selvaggio canadese con uno spiedino di calamari e gamberi, filetto di branzino al forno con zucchine brasate e la sopra citata cassata all’italiana. Un menù a base di squisitezze per un totale di 800 kcal. La scelta è caduta inevitabilmente su queste quattro portate perché erano quelle che da anni il ristorante proponeva e che avevano colpito il pubblico per la particolarità e la bontà, ma tra le tante portate in carta queste erano sicuramente quelle con la più alta percentuale di grassi. Da lì la sfida: riproporre le stesse portate, modificandole e rendendole più sane ma mantenendone sempre il gusto tradizionale.

A questo punto si intromette nella discussione il titolare del ristorante Vito Cipolla e aggiunge a ciò che ha detto Antonio Ilardi la sua personale opinione.

R: i piatti che Antonio ha appena elencato sono quelli su cui io e la mia famiglia abbiamo sempre puntato. Il nostro ristorante è da decenni un ristorante a conduzione familiare, mia madre è sempre stata in cucina, io in sala e mio padre anche. Noi inoltre siamo siciliani di origine e le nostre radici le abbiamo sempre tenute in considerazione, anche nei piatti che proponevamo al pubblico. Non è stato certo facile all’inizio trasformare quelli che erano i nostri must in piatti di Cucina Evolution ma quando ho conosciuto Antonio, subito mi ha trasmesso l’entusiasmo per questo nuovo modo di intendere l’alta cucina e parlava con estremo piacere e soddisfazione del master che sta frequentando e che gli ha permesso di conoscere la dott.ssa Manzi e di specializzarsi in quella che è oggi la cucina per eccellenza richiesta anche dal mercato di riferimento.

Approfittiamo di ciò che Vito ci dice e gli chiediamo D: Come mai un ristorante che da tempo aveva già una sua clientela fissa ha deciso di evolversi proponendo un nuovo menù come quello Evolution e come ha risposto la sua clientela a questo?

R: già da tempo ero alla ricerca di qualcosa di nuovo. La cucina per me è sempre in evoluzione e chi si ferma al solito piatto non può considerarsi un buon ristoratore. Attualmente, anche se il lancio ufficiale ci sarà il 29 agosto, noi abbiamo già proposto alla nostra clientela il menù evolution e devo ammettere che la risposta è stata molto positiva. I piatti sono piaciuti e il fatto che da ristoratori abbiamo dato maggiore importanza al benessere di chi frequentava il nostro locale, ha suscitato una grande approvazione.

Riprendendo la palla al balzo, e rifacendoci a ciò che Vito ha detto di lui, chiediamo allo chef Ilardi D: Prima il sig. Vito citava il suo entusiasmo per il progetto Cucina Evolution e la soddisfazione che sta ottenendo nel frequentare il master. Vorremmo sapere dunque cosa l’ha fatta avvicinare al mondo della cucina evolution e del master e cosa fino a questo momento le ha lasciato la frequentazione della Art Joins Nutrition Academy?

R: io sono una persona molto attenta a quello che faccio e l’aggiornamento costante e continuo per me è fondamentale. L’alimentazione in cucina infatti ha sempre avuto un ruolo importante nella mia esperienza lavorativa. Poi girando e spulciando su internet e sui vari social ho cominciato a vedere news e interviste a chef che avevano partecipato al master e mi sono documentato. Quello che ho capito frequentandolo, e quello che sicuramente mi confermerà in futuro visto che auspico di completarlo, è che fare lo chef senza conoscere i valori nutrizionali dei piatti che si cucina è un po’ come essere un sarto e non saper infilare il cotone nell’ago. Noi chef siamo un po’ quelli che devono insegnare agli altri come mangiare bene e per farlo siamo i primi a dover conoscere bene l’argomento. Senza il master quell’argomento per me sarebbe stato incompleto. Oltre a questo ciò che mi sta piacendo particolarmente è lo spirito di collaborazione e la sensazione che la lezione sia fatta anche un po’ da noi studenti, infatti ognuno lì può apportare il suo valore aggiunto.

D: Ma com’è cominciata la sua carriera da chef e cosa l’ha portato qui a Lucca, alla prestigiosa locanda dell’Angelo?

R: Io sono napoletano e la buona cucina ce l’ho nel sangue. Come la maggior parte degli chef mi sono diplomato all’istituto alberghiero e poi ho cominciato subito a lavorare in vari ristoranti e pizzerie dove si può dire che abbia fatto la mia gavetta. A 21 anni sono diventato chef e da lì ho cercato di specializzarmi sempre di più per migliorarmi e migliorare i miei piatti. Mi chiede come sono capitato a Lucca? Per amore. La mia compagna è toscana, da un mese e mezzo abbiamo avuto una splendida bambina, e lavorare qui per me all’inizio è stata un po’ un’esigenza. Da loro ho avuto lo stimolo maggiore. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Vito. Sapevo del prestigio di cui godeva il ristorante e per me è stato un grandissimo piacere cominciare la collaborazione con lui.

Scherzosamente ci rivolgiamo a Vito Cipolla e chiediamo in modo provocatorio anche a lui se il piacere è stato reciproco

R: con Antonio la collaborazione non è cominciata da molto ma si può dire che il nostro lavoro è così affiatato che sembra che ci conosciamo da una vita. Come ho detto prima il nostro è un ambiente familiare e tale volevo che rimanesse. Antonio mi è risultato subito un bravo ragazzo e il fatto che io stessi cercando qualcuno che potesse portare valore aggiunto al ristorante e che lui avesse la voglia di proporre un nuovo tipo di cucina, quella evolution appunto, è stata sicuramente la spinta principale a collaborare insieme. Lui ha molta tecnica e molta serietà sul lavoro e per me queste sono caratteristiche fondamentali. Considerando poi che il mercato si sta evolvendo, attualmente ho un unico desiderio, lavorare con qualcuno che condivida la mia stessa mission che è quella di restare legato alla tradizione del territorio e del locale, che ha una sua storicità, portandolo però ancor più ai massimi livelli ed evolvendolo in modo totale … magari in un futuro prossimo un ristorante completamente evolution.

Ci congediamo dai due con un gustoso assaggio della famosa cassata all’italiana dello Chef ilardi e chiedendogli cosa consiglierebbe a chi sta cominciando la sua stessa carriera

R: sicuramente quello che posso consigliare ai giovani chef è di fare questo lavoro per passione e non per necessità lavorativa e ovviamente di non sottovalutare l’importanza dei valori nutrizionali e dei metodi di cottura alternativi che in cucina fanno la differenza. Tutti coloro che attualmente vogliono intraprendere questa carriera hanno quest’obbligo professionale. Anche perché se non c’è “evoluzione” in questo senso non può esserci rispetto per le richieste del mercato.

Lo chef Ilardi si allontana per andare a controllare che in cucina sia tutto pronto per i primi clienti della sera e nel frattempo ci salutiamo con Vito Cipolla, rinnovandoci il nostro incontro il 15 settembre 2014 a Pordenone, nella prestigiosa sede della Electrolux Professional, dove si svolgerà il grande evento annuale dedicato a cuochi, pasticceri e professionisti nel settore Food e Ristorazione: il Meeting di Cucina Evolution organizzato da Art joins Nutrition Academy (unica accademia in Europa dove è possibile imparare i segreti della Cucina Evolution) e ASSIC – Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in Cucina.

Un Meeting unico in Europa che si comporrà di incontri e laboratori pratici nei quali potranno collaborare e confrontarsi grandi chef stellati, scienziati nutrizionisti e qualunque altro professionista nell’ambito della cucina e del benessere in tavola, che trasformeranno le ricette della tradizione italiana in nuovissime ricette antiaging. (scopri di più ... )

Raccogliamo le nostre cose e, ancora inebriati dal sapore della cassata, ci avviciniamo a sbirciare dalla porta quello che Ilardi sta preparando. Lui ci nota, sorride e si avvicina per stringerci la mano. Con lui invece ci rivediamo, oltre che al meeting, anche ad ottobre, quando riapriranno per l’iscrizione le porte del master della Art Joins Nutrition Academy. (per maggiori info … )

Usciamo dalla porta soddisfatti e pieni di Gusto … & Benessere !!!

Nella foto da sinistra: Vito Cipolla e lo chef Antonio Ilardi all’ “Antica locanda dell’angelo”

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