Il mago di OZ era pura fantasia, come lo sono gli alimenti bacchetta magica!

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Il mago di OZ era pura fantasia, come lo sono gli alimenti bacchetta magica!

Negli ultimi due decenni, la pubblicazione di alcuni testi sulle proprietà anticancro di certi alimenti, prevalentemente di origine vegetale – seppure sostenute da dati parziali –, nonché le osservazioni epidemiologiche relative alla bassa incidenza di cancro e patologie degenerative o dismetaboliche in popolazioni dell’Asia o di Paesi in via di sviluppo, ha generato grande entusiasmo circa la possibilità di ottenere significative riduzioni del rischio di ammalarsi: bastava introdurre nella dieta quegli alimenti, seguire filosofie di vita orientaleggianti e assumere maggiore consapevolezza del ruolo che lo stile di vita può avere nell’insorgere della malattia.

Nell’ultimo decennio, sulla base di questi presupposti anche grandi istituti di ricerca sul cancro hanno aperto trial di studi al fine di verificare se le Crucifere o i mirtilli, la zucca o la soia, il tè verde o i legumi, l’aglio o l’olio di lino e, quindi, i polifenoli o le antocianine, l’epigallocatechina gallato o la curcuma, l’allicina o il resveratrolo avessero efficacia anticancro. Allo stesso modo, la divulgazione – attraverso i media, Internet o pubblicazioni più o meno specializzate – di informazioni non sempre controllate, e la diffusione di programmi televisivi dedicati ai temi dell’alimentazione, hanno contribuito a creare grandi aspettative da parte del pubblico.

Su di esse si sono poi costruite campagne commerciali e di grossolana informazione scientifica, che a loro volta hanno contribuito a espandere la presenza di esperti e cuochi (talora improvvisati) a tutte le ore del giorno e praticamente su ogni rete televisiva. Il rapido diffondersi di tale cultura del benessere in cucina ha poi indotto consistenti fasce di popolazione ad avvicinarsi alla tematica traendo le proprie informazioni da questi programmi, rubriche, fili diretti e quant’altro potesse coprire il bisogno – francamente, a volte indotto – di raccogliere notizie e consigli su come orientarsi per seguire un’alimentazione salutare.

L’impianto ha retto fino a quando hanno iniziato a essere pubblicati i primi risultati delle ricerche controllate: essi hanno dapprima smorzato gli entusiasmi e poi, man mano che i presupposti non venivano confermati, hanno lentamente riportato i termini della questione a una dimensione più contenuta e ragionata. Non tutto, però, è stato negativo: si è comunque creata una consapevolezza che il cibo può essere fonte di malessere e che gli stili di vita hanno grande importanza per un’esistenza sana.

Istituzioni come l’American Institute for Cancer Research, che hanno fatto della corretta alimentazione il motivo della propria esistenza, oggi non parlano più di cibi che curano o anche solo prevengono il cancro, così come il National Cancer Institute è molto prudente nell’identificare ciò che certamente ha azione protettiva da ciò che può contribuire a ridurre il rischio. Il cibo e le abitudini alimentari sono ancora ritenuti parte fondamentale di un programma di prevenzione, ma specificando che quello che davvero ha valore è il rapporto tra calorie (energia) ingerite e consumate, il controllo del peso, la scelta e il trattamento degli alimenti.

Sono questi i tre elementi che rappresentano i fondamentali di una moderna visione della relazione tra alimentazione e malattia, così come del suo contrario, ossia tra alimentazione e benessere.

 

Di

Prof. Michele Rubbini

Professore Associato all’Università di Ferrara.

International Fellow dell’American Society of Colon&Rectal Surgeons

Direttore del Programma di Chirurgia Coloproctologica dell’Università ed AUSL di Ferrara

Membro del Research Committe della European Society of Coloproctology

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