La Panna Vegetale fa Male alla Salute. Ecco Perché

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La Panna Vegetale fa Male alla Salute. Ecco Perché

Panna vegetale

Meglio la panna di origine animale o la panna vegetale?

Il termine “vegetale” fa venire in mente qualcosa di naturale, salutare, bio, leggero. È per questo che tra panna di origine animale e panna vegetale, la maggior parte di noi sceglierebbe la seconda, convinti di una scelta più salutare.

In realtà è esattamente il contrario!

Perché la panna vegetale fa male?

La panna vegetale è uno dei pochi cibi veramente vietati nella cucina Antiaging. È da considerare un vero e proprio veleno perché:

  • ricca di grassi saturi, quel genere di grassi nemici del cuore, il cui consumo superiore ai 22 grammi al giorno, all’interno di un fabbisogno calorico giornaliero di 2.000 kcal, è correlato a un aumento del colesterolo nel sangue e dello stato infiammatorio in generale;
  • contiene grassi trans, deleteri per la salute, il cui consumo è correlato con un aumento nel sangue del colesterolo LDL, associato con le malattie cardiovascolari, e una diminuzione del colesterolo «buono» HDL. Sono molto più dannosi dei grassi saturi;
  • è prodotta mediante modalità che contribuiscono a peggiorare la qualità del prodotto (raffinazione e/o idrogenazione).

Anche la panna di origine animale è ricca di grassi saturi: allora perché solo la panna vegetale è da vietare?

È vero, anche panna di origine animale è ricca di grassi saturi, esattamente il 20% dei grassi totali, mentre la panna vegetale ne contiene il 22%. La differenza fondamentale è che la panna animale si ottiene dal latte di vacca e non può contenere grassi diversi aggiunti. Invece la panna vegetale, oltre ai grassi saturi, contiene anche grassi trans ottenuti durante il processo di produzione. Quindi sì alla panna di origine animale, ma con grande attenzione alle dosi. Possiamo introdurla nella nostra alimentazione, purché, nell’arco della giornata, il quantitativo di grassi saturi totale non superi i 22 grammi.

Come viene prodotta la panna vegetale?

  • Nel migliore dei casi è prodotta a partire da grassi vegetali saturi, solitamente grassi tropicali di palma e di cocco, agglomerati con l’ausilio di additivi addensanti. Ci troviamo quindi davanti a grassi saturi come nel burro e nella panna, con la differenza che i grassi tropicali contengono una percentuale maggiore di grassi saturi e si estraggono attraverso processi chimici e fisici (immersione in solventi e successiva raffinazione) che producono una piccola quantità di grassi insaturi trans.
  • Se poi tra gli ingredienti che leggiamo sull’etichetta ci sono «grassi idrogenati» o «grassi parzialmente idrogenati», margarina e panna sono ottenuti a partire da grassi vegetali insaturi di scarsa qualità sottoposti al processo di idrogenazione, che modifica i grassi e porta alla formazione di grassi saturi e trans.

I contenuti di questo articolo sono tratti dal libro della dottoressa Chiara Manzi, ANTIAGING con Gusto, dimagrire e restare in forma senza rinunciare a fritti, dolci, pasta e altre golosità, edito da Sperling&Kupfer (2015-II Edizione).

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