Siamo tutti intolleranti al latte?

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Siamo tutti intolleranti al latte?

Intolleranza al latte

Negli ultimi tempi sono sempre di più le persone che si dichiarano “intolleranti al latte, al lattosio e ai latticini” ma è davvero una nuova epidemia? Stando ai dati pubblicati da Coldiretti, su Rapporto Coop, le bevande a base di soia, riso e altri legumi o cereali hanno visto aumentare le vendite del 27% nel 2015 nonostante i costi elevati di questi prodotti (in certi casi più del doppio del costo del latte vaccino).

Latte di mucca solo alle mucche?

Come ho spiegato recentemente all’Adnkronos la “moda” di considerare il vero latte, quello di mucca, nemico della salute è un fenomeno che ha un’origine precisa ed è anche molto contestabile. Una grande responsabilità è dell’autore americano T. Colin Campbell della bibbia dei Vegani il “China Study”. Un libro ingannevole, perché, pur partendo da studi veri, arriva a conclusioni non fondate, scollegate dallo stesso studio citato. Nel caso del latte, in particolare, attribuisce al consumo di questo alimento un aumentato rischio di tumore. Peccato che le percentuali di consumo di caseina a rischio, che emergono dagli studi a supporto, siano improbabili. Se un nutrizionista preparato, infatti, fa un po’ di calcoli per trasformare le percentuali in consumi reali, viene fuori che il pericolo di cancro aumenta bevendo 4 litri di latte al giorno. Quantità molto improbabili.

Intolleranti sempre e comunque

Un altro falso mito va sfatato riguardo questa diffusa intolleranza al latte negli adulti che consiste nella mancanza dell’enzima che scinde il lattosio. E’ vero che si tratta di un enzima che si perde quando non si assume lattosio per lungo tempo, ma non lo perde chi continua a bere latte o, semplicemente, a mangiare formaggi freschi. Quindi si tratta di una condizione in generale non troppo diffusa. L’intolleranza, inoltre, non si diagnostica con i test più vari e fantasiosi che circolano. Per essere certi di questa condizione serve un esame simile all’alcol test, che si fa con il palloncino.

Quali alternative?

Parlando di alternative, e non di prodotti migliori, dal punto di vista strettamente nutrizionale il latte di mandorla è sicuramente un’ottima possibilità visto che possiede quantità di grassi leggermente superiori al latte scremato, ma sono grassi insaturi, buoni. Anche il latte di soia è un buon prodotto, che ha anche un discreto contenuto di proteine della soia. Ricordiamoci comunque che il latte di mucca resta la migliore fonte di calcio, necessario soprattutto per le nostre ossa e per prevenire l’osteoporosi. E’ un alimento di cui non dovrebbero privarsi in particolare le donne, gli anziani e i bambini, soprattutto se acquistato parzialmente scremato.

 

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