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Friggere un’arancia per mantenere la Vitamina C al suo interno? Provare per credere

Chissà perchè, ma con l’arrivo dell’inverno e dei primi raffreddori l’argomento “VITAMINA C” è sempre attuale. Questa vitamina viene assimilata molto facilmente a livello intestinale ma non viene però accumulata dall’organismo, per cui è fondamentale rifornircene quotidinamente in modo costante. Ne bastano 100 milligrammi al giorno, pari a un’arancia o un kiwi, e farne il pieno con alimenti naturali è l’ideale. Ricordiamoci però che la vitamina C si disperde facilmente a contatto con l’acqua in quanto è idrosolubile e si denatura a contatto con l’ossigeno, perdendo la sua funzione antiossidante.

L’ossidazione della vitamina C viene velocizzata dal calore. In altri termini, in un’arancia dovremmo trovare 150 milligrammi di vitamina C, ma se la tenessimo a contatto con l’ossigeno, ne ingeriremmo molta di meno perché si ossida. Oppure se pulissimo le cime di rapa tenendole per oltre 20 minuti in ammollo nel lavandino per lavarle perderemmo un bel po’ di vitamina C, e la cottura le impoverirebbe ulteriormente.

Il potere antiossidante della vitamina C si può giocare su due terreni: o nell’alimento oppure nel nostro corpo. Se la vitamina C cede il suo elettrone in più all’ossigeno dell’aria proteggendo gli alimenti dall’ossidazione, nel nostro corpo non svolge funzione antiossidante. E viceversa. Un esempio è l’azione del succo di limone su uno spicchio di mela: la vitamina C del limone protegge la mela dall’ossidazione (e infatti non annerisce) perché è lei stessa ad ossidarsi a contatto con l’ossigeno.

Quando mangiamo lo spicchio di mela, la vitamina C del limone non agirà però come antiossidante nel nostro corpo perché ha già perso questo potere fungendo da conservante. L’industria alimentare infatti usa spesso la vitamina C come additivo conservante (sotto il nome di acido ascorbico) per proteggere gli alimenti dall’ossidazione. Se vogliamo mantenerla nei nostri piatti, cerchiamo di consumare gli alimenti che ne sono ricchi da crudi, evitandone il contatto con l’ossigeno. Quindi, a casa o al ristorante, la spremuta va preparata e bevuta all’istante.

In alternativa, sarebbe meglio friggere le arance che consumare una spremuta dopo ore. Infatti, gli unici metodi di cottura che preservano la vitamina C sono la frittura e la cottura sottovuoto. La crosticina che si forma intorno agli alimenti durante la frittura li protegge dal contatto con l’ossigeno e la vitamina C si conserva fino all’80%. Ma il miglior metodo per conservare nel piatto le vitamine di peperoni, broccoletti, cavoli e simili è cuocerli sottovuoto: l’assenza totale di ossigeno conserva la vitamina fino al 99% anche per dieci giorni

Tra gli alimenti più ricchi di vitamina C ricordiamo:

  • peperoni piccanti
  • prezzemolo
  • broccoletti di rapa crudi
  • cavolfiore crudo
  • spinaci crudi
  • menta
  • rosmarino
  • fiori di zucca
  • asparagi
  • ribes
  • kiwi
  • papaia
  • fragole  … e tanti altri

Per saperne di più scarica gratuitamente due capitoli del libro “Antiaging con gusto” della dott.ssa Chiara Manzi

http://www.chiaramanzi.it/

 

 

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