Stefano Laghi

Passione, creatività e tenacia. Una grande storia di successo

Si sente profumo di cacao e di zucchero a velo quando si entra nella cucina di Stefano Laghi, pasticcere di fama internazionale che ha fatto della passione per i dolci un lavoro che lo ha portato tra i grandi del settore. Se lo si guarda lavorare, è semplice capire, come lui stesso ci conferma, che nella vita ha sempre preferito i lavori manuali, quelli per i quali è necessario sbizzarrire la creatività; ma anche quelli per i quali ci vuole tecnica e capacità, tanta pazienza  e attenzione per i particolari. Per Stefano Laghi infatti, la pasticceria è un come un pathcwork, che fonde insieme tutte queste caratteristiche bilanciandole tutte e orientandole ad un unico grande scopo: creare piccole opere d’arte.

A parlare con lui, a cui sembra che tutti i dolci vengano bene e in modo facile, vincitore di numerosi premi internazionali, primo Direttore operativo della Etoile Academy (prestigiosa e più grande scuola di pasticceria in Italia), non si direbbe mai che il suo passato è fatto di sacrifici e che la sua gavetta, durata almeno un decennio, sia cominciata alla tenera età di 14 anni, quando all’uscita dall’istituto alberghiero andava a fare pratica nei laboratori di pasticceria della sua città.

“Sono convinto che nella vita ci voglia la persona giusta, il posto giusto e che tutto debba capitare al momento giusto”  dice Laghi, al quale viene spontaneo chiedere a questo punto come abbia fatto ad arrivare a livelli così alti. La risposta è semplice: tecnica, determinazione e voglia di migliorarsi sempre sono gli ingredienti principali che lo hanno aiutato. Ed è quella costante voglia di migliorarsi che nel 2015 lo ha spinto a frequentare il master dell’Art joins Nutrition Academy dove si diploma come Pastry chef AjN e certifica, grazie alla collaborazione con la dott.ssa Chiara Manzi, il cornetto evolution al The verde.

“Del master – dice Laghi – ho apprezzato diverse cose. Una su tutte la possibilità di capire l’effetto che il cibo fa al nostro organismo una volta ingerito. E poi le nuove tecniche di preparazione, l’adrenalinica attesa di sfornare o preparare dolci che oltre ad essere buoni facciano anche bene a chi li mangia, lo spirito di gruppo, le nozioni nuove e tanto altro”

Sentirlo parlare è un piacere e vederlo all’opera ancora di più. Lui, che nonostante l’impegno familiare di 4 figli (dai 9 ai 15 anni) con i quali cucina dolci e sperimenta ricette nuove, della creatività ha un grande bisogno sotto pelle e lo esprime, nel modo migliore in assoluto che conosce realizzando piccoli e grandi capolavori di Gusto e Benessere.